Le 8 risposte al Prof di Neanderthal

Manuale di sopravvivenza per cambiare la tua scuola con l’aiuto dei colleghi

 

 

I NEANDERTHALIANI TI DIRANNO…

 

1
“Il digitale toglie il contatto umano”

Il digitale non è per forza apprendimento a distanza nella solitudine della propria cameretta, ma anche tecnologia in aula per aumentare l’interazione e arricchire le conversazioni con feedback in tempo reale e lavori di gruppo. Già oggi il 41% delle volte WeSchool è usata in aula. Il contatto umano aumenta perché le lezioni diventano più coinvolgenti e interattive.

 

2
“Il digitale è una fregatura perchè il Prof lavora di più”

I Prof italiani, nonostante i luoghi comuni, lavorano molto e sono tutt’altro che pigri: il 52% ha fatto almeno un esperimento di didattica digitale e 49.000 docenti (il 11% del totale) è già su WeSchool. Col digitale si lavora di più all’inizio ma poi, a regime, con la correzione automatica dei compiti e con la possibilità di copiare con 2 click interi percorsi e Board da un anno all’altro, si guadagna tempo.

 

3
“Il cartaceo funziona meglio (e se il libro è nuovo ha anche un odore migliore)”

Dipende. Essere un #ProfDigitale non vuol dire usare la tecnologia sempre e per forza. Anzi! Vuol dire progettare lezioni domandandosi sempre, caso per caso, quali siano le modalità più efficaci per coinvolgere gli studenti. Tradizione e digitale convivono: quello che conta è la metodologia didattica.

 

4
“Il Dirigente scolastico è contrario e preferisce la scrittura cuneiforme su tavole d’argilla”

Scappa! Cambia scuola.

 

5
“Nella mia scuola mancano connessione e dispositivi”

È vero: il problema è innegabile. Nel frattempo però si possono usare in aula gli smartphone dei ragazzi (e le loro connessioni, se manca anche il Wifi) e a casa i loro computer. Le normative MIUR già lo permettono. Il futuro e la formazione dei nostri studenti è troppo importante per fare questioni di principio o aspettare che questo o quell’altro governo tra 20 anni risolva la situazione. Al Prof di Neanderthal spiegate che tutto questo è il presente, non il futuro: il 60% degli studenti di WeSchool utilizza già la piattaforma anche dallo smartphone personale.

 

6
“I miei colleghi non sono collaborativi”

Dubbi e timori di chi è abituato a lavorare in un altro modo… sono la cosa più naturale del mondo.
La soluzione? Partire in un piccolo gruppo di Prof e poi aspettare che gli altri colleghi si facciano convincere dai risultati e dalla soddisfazione degli studenti. Lo vediamo nelle migliaia di scuole che hanno adottato WeSchool: si parte con 2 o 3 Prof, dopo qualche mese si passa a 6 o 7… e poi sono gli stessi Prof che insieme al Dirigente decidono di proporlo in Collegio.

 

7
“Non sono capace”

La formazione per docenti è in effetti ancora scarsa.
Per questo WeSchool organizza 3 volte all’anno “Docenti digitali”, un corso online completamente gratuito dedicato alle nuove metodologie didattiche. La tecnologia è solo uno strumento: la chiave rimane la progettazione didattica e il coinvolgimento degli studenti.

 

8
“I miei studenti sono minorenni e io ho paura di beghe legali”

Un classicone del Prof di Neanderthal!
WeSchool, in conformità con il GDPR, chiede l’approvazione per usare la piattaforma inviando un link via Whatsapp o via mail al genitore.
È tutto gestito dalla piattaforma e il Prof non deve fare nulla.

 

 

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